#Senzadime

Caro Luigi Di Maio,

hai tutta l’aria di quello che non sa da che parte partire.

Come quei bulletti di paese che fanno gli sbruffoni scrollando il flipper del bar in piazza ma quando scendono nel capoluogo col vestito buono si guardano attorno smarriti per capire dove si prende l’autobus per arrivare in centro.

Non è questione di competenze; quelle vengono dopo e magari se ne riparlerà quando sarà finalmente (per te) e disgraziatamente (per il Paese) il momento di misurarti con la gestione della cosa pubblica.

Ora è questione di leadership.

Per governare una nazione non serve abbaiare e insultare: occorre convincere, guidare, ispirare, ascoltare. Occorre sapere dire dei no, più spesso che dei sì, anche quando costa voti e consensi. Leadership non è un pacco di like su un social network, né una folla che ti osanna, non è neppure un successo elettorale.

Leadership è attrarre, non spintonare.

Includere, non dividere.

Motivare, non minacciare.

Sapere, non presumere.

Averlo fatto, non averlo predicato.

Nulla, insomma, che ti sia mai lontanamente capitato di sperimentare nella tua traiettoria umana e politica.

Ancora non sono definitivi i dati elettorali e già ti si legge in volto la paura che nessuno ti prenderà davvero sul serio come leader.

Che non accadrà nulla di ciò che ordinerai, perché i fatti non seguono alle parole senza la capacità di influenzarli.

Che i migliori declineranno i tuoi inviti, perché essi sanno sottrarsi alle lusinghe di chi è destinato ad essere sconfitto dalla realtà.

Che gli argomenti e le tecniche usati per diffamare un avversario non funzioneranno per convincere uno scettico della bontà del tuo lavoro.

Che arriva sempre un momento nel quale si attende da te una soluzione e non potrai scaricare questa responsabilità su altri, né nasconderti dietro chi avrebbe a tuo giudizio causato il problema.

È per questo che ti serve ancora il Partito Democratico, perché non sei un leader ma un arruffapopoli. Prima il PD ti serviva come bersaglio e come nemico pubblico, ora come un brutto ma provvidenziale Cyrano che renda credibile la tua vacuità annullando sé stesso e rinunciando alla propria identità.

Fortunatamente, e spero definitivamente, nessuno è disponibile a scrivere al posto tuo le rime per la bella Rossana; te la dovrai sbrigare da solo, e imparare i versi a memoria non basterà a fare di te un poeta, né tantomeno un leader.

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