Non chiamate neanche me

Sopporterò tutto, lo prometto.

Sopporterò Paperoga presidente del consiglio, Di Maio ministro del lavoro, sopporterò i servizi segreti e la polizia in mano a Salvini, Sibilia sottosegretario.

Mi rimetterò in modalità “Governo Berlusconi”, quando ogni giorno ci toccava rileggere De Tocqueville per convincerci che il prezzo della democrazia può essere perfino quello di tollerare perfetti imbecilli o furfanti impuniti al governo delle istituzioni.

Sono disposto a lavorare, produrre e pagare le tasse anche per i fancazzisti che aspetteranno in panciolle il reddito di cittadinanza; chinerò la testa docilmente davanti allo spread che sale e al PIL che scende. Troverò qualcosa da balbettare ai miei conoscenti stranieri che mi chiederanno increduli cosa penso di questo governo. E questo perché devo rispetto al voto espresso dai miei concittadini e alla costituzione italiana.

Risparmiatemi solo un supplizio: le analisi politiche degli scienziati come Orlando per le quali tutto questo strazio sarebbe colpa mia. Io, io sarei colpevole dello scempio che si compirà domani al Quirinale. Io, che ho sostenuto un governo di assassini e affamatori del popolo. Io, che ho avuto fiducia in un eretico. Io, che ho creduto come un coglione alla menzogna delle primarie. Io, che do importanza a ciò che un governo fa e non a ciò che promette.

Io sarei di destra, io, perché ho apprezzato chi si è fatto in quattro per far ripartire l’economia italiana e l’occupazione dopo dieci anni di baratro; io, e non chi rincorre consapevolmente un razzista conclamato e un fascista in pectore.

Io avrei compromesso le magnifiche sorti e progressive della sinistra italiana; io, che ho osato reggere la coda a chi ha finalmente messo in discussione un sindacato impresentabile e un sistema opaco di clienti interessati, nobilitati con la vomitevole definizione di “la nostra gente”. Io, e non una pletora di funzionari senza voti e senza qualità che si rifiuta di condividere la benché minima disciplina di partito.

Questo supplizio non lo accetterò, tantomeno se mi verrà imposto da un direttorio informe e abusivo che si pretende di installare alla testa di quella che è stata fino ad oggi la mia comunità politica.

Fino ad oggi, appunto.

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2 pensieri su “Non chiamate neanche me

  1. Ciao Yoda. Ti stimo e concordo con quasi tutte le cose che dici. Non solo in questo articolo, ma in molti altri. Capisco, inoltre, che non sei uno dei tanti sparaminxx che si leggono in giro. Però, però… Non mi piace il tuo tono da tifoso incazzoso; quello che comunque la tua squadra ha ragione e gli altri sbagliano o sono in malafede. E se non sono d’accordo gli arriva un vaffa. Ripeto, i contenuti sono profondi e condivisibili, ma, mi spiace molto, credo che il tuo linguaggio/atteggiamento sia – purtroppo – molto in linea con 5* nel demonizzare tutti gli altri. Secondo me anche per questo la politica è diventata quello che è diventata. Con affetto

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    1. Sì hai certamente ragione ed è per questo che ho smesso di discutere sui social, che esaltano questo genere di contrapposizioni. Speravo che il blog mi aiutasse ad essere un po’ più pacato ed equanime, ma evidentemente non è così. Ci starò più attento. È la passione per la politica che mi frega

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