Se questo è un sindacato

La CGIL è diventata, addolora constatarlo, il ricettacolo del peggior conservatorismo d’Italia.

L’avevamo capito da tempo, ma con l’umiliante inchino alle elemosine del governo Conte la CGIL di Susanna Camusso ha squarciato definitivamente il velo che nascondeva il suo vero profilo: quello di una corporazione interessata solo ai diritti (in qualche caso ai privilegi) già acquisiti e totalmente sorda al grido di chi un lavoro non ce l’ha.

La povertà di visione della più gloriosa associazione sindacale d’Italia è stupefacente. Lascia attoniti, in particolare, la loro capacità di ignorare completamente le dinamiche attraverso le quali nell’economia di mercato il lavoro si forma, si consolida, produce ricchezza che può essere condivisa e distribuita.

Il fenomeno che merita l’interesse di Susanna Camusso e del suo sindacato è uno solo: la conservazione del posto.

Non c’è altro pensiero, altro riflesso, altra preoccupazione in CGIL che il pedestre conteggio dei posti di lavoro a tempo indeterminato e la blindatura di ciascuno di essi con l’armamentario di privilegi a fronte dei quali poter invocare la sottoscrizione della tessera: inamovibilità, limitazione della contrattazione locale e aziendale, depotenziamento dei meccanismi di incentivo alla produttività, boicottaggio di qualsiasi forma di valutazione della performance. Nessuno sforzo per comprendere come attraverso la flessibilità concordata si può creare valore, ricchezza, sviluppo in primis per i lavoratori; nessun impegno a distinguere tra i diritti che favoriscono la crescita e i privilegi che la rallentano. Totale cecità nella comprensione di quali nuovi bellissimi lavori attendono i nostri giovani, di quali meccanismi di supporto e formazione serviranno per loro, di quali nuove forme di tutela dovranno essere previste per assecondare la rinascita della manifattura italiana sotto l’impulso di Industria 4.0.

Se poi ci spostiamo al settore pubblico l’arretratezza della CGIL è addirittura criminale. Ancora siamo alla difesa a oltranza delle municipalizzate più corrotte e inefficienti del mondo, del salario accessorio per dipendenti pubblici che non sanno cosa sia la produttività, alla sistematica negazione del merito quale fondamentale criterio per le carriere e le remunerazioni. La battaglia di retroguardia della CGIL (e non solo di essa, purtroppo) in difesa della casta degli insegnanti è stata l’esempio più lampante della sua cultura conservatrice e reazionaria. L’eliminazione della chiamata diretta, tra i primi atti del governo Conte, è un colpo al cuore per qualsiasi ambizione di riforma etica del lavoro pubblico e un rabbioso segnale di rivolta corporativa davanti alla sfida del merito.

La transumanza dei fazzoletti rossi sotto le bandiere populiste non deve stupire. Essa è il riflesso dell’egoismo che non alberga, evidentemente, solo nei capitalisti ma anche e soprattutto in tanta parte di quella subcultura sindacale che rappresenta uno dei freni più potenti allo sviluppo del nostro Paese.

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12 pensieri su “Se questo è un sindacato

  1. Ho restituito la tessera molti anni fa… e ora capisco di aver fatto la cosa giusta.
    Un matrimonio che si trascina per 20 o 40 anni, fallito in partenza, non ha senso. Meglio chiudere subito quando si scopre che l’altro (o il tuo sindacato, non è quel che credevi ma sta diventando l’esatto opposto…
    Difesa del corporativismo e sguardo rivolto solo all indietro, ripudio delle nuove forme del lavoro, alleanza coi populisti… che brutta fine per una storia gloriosa 😰😨😱

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  2. Un periodo in cui credo abbiamo bisogno di tutta la forza interiore possibile, perché veder cadere ad uno ad uno tutti i pilastri su cui abbiamo fondato le nostre convinzioni, le nostre speranze e che in effetti erano le nostre certezze, non è esattamente facile. Ma io posso anche dare un taglio netto se mi accorgo dell’inganno, e mettere da parte tessere e illusioni. Ritengo la Camusso il peggior segretario della Cgil mai vista nella storia, roba che i poveri Di Vittorio, Lama o Trentin avranno tempo per rivoltarsi nella tomba

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  3. Si tratta solo di una valutazione fatta da una persona che non conosce la CGIL e la sua scissione interna su quali siano le nuove politiche da mettere in atto
    E non conosce poi la difficoltà di contemperare queste nuove politiche e la salvaguardia di quei laboratori che il posto ce l’hanno e non lo vogliono perdere (scusate se ci si occupa anche di loro). E non conosce, chiesprime questi giudizi, la difficoltà di fare nuove proposte quando il yuo interlocutore (il govermo) ti ignora sistematicamente, come è succesdo negli ultimi anni. Comunque si sta avviando la fase congressuale e tutte queste problematiche saranno affrontate e probabilmente ci sarà un cambio di segreteria. Peccato che a congresso ci andranno gli iscritti e non quei Soloni che se ne sono andati.

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    1. Enzo non ho dubbi che ci sia una franca discussione interna alla CGIL ma ti assicuro che visto da fuori in questi durissimi anni di crisi il sindacato è apparso fossilizzato sulle sue posizioni, appiattito sulla vecchia ditta dei DS e incapace di supportare le riforme che hanno accompagnato l’Italia fuori dal baratro. La buona volontà nella difesa dei tesserati non è proprio sufficiente

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  4. In breve: è possibile che la CGil, il primo sindacato della sinistra In Italia a stragrande maggioranza PD sia contro il PD senza neppure tentare la classica manina davanti alla faccia? E’ possibile che la Camusso sia seduta in prima fila alla presentazione di LeU quale parte politica? E ‘ possibile che sulla problemmatica dei voucer c’era già bell’è pronto un altro referendum che Gentiloni ha dovuto stoppare. E’ possibile che Camusso più incomprensibile delle pubblicità per profumi + Landini, parlino un linguaggio da bandiera rossa e nei fatti passano inosservati le destre con nochelance? Perchè ? Renzi è antipatico? Chi c’è di simpatico? Qualcuno dopo il decreto ” dignità” del pluridecorato di Maio ha sentito qualcosa di sindacale? Sarà forse che hanno esaurito il loro ruolo storico e vanno cercando il ladro in cassaforte? .Dopo tanti anni di contributi mensili anch’io ho restituito la tessera.

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  5. Che tristezza, che spreco di oltre 100 anni di storia…finire tra i peggior conservatori del povero Paese. Ho sostenuto per tutta la mia carriera lavorativa questo degenerato agglomerato di novecentismo controproducente. Speriamo nel Congresso, speriamo in una svolta Riformista come si deve…

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  6. Si vede che è iniziato il congresso della CGIL 😉
    Articoli del genere, semplicemente, lasciano il tempo che trovano e manifestano soltanto la confusione che domina in certi settori del sindacato
    Il sindacato è un’altra cosa!

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  7. Ritengo il lavoro attualmente svolto dai sindacati un esempio di vergogna. Purtroppo concordo con questo interessante articolo.
    La CGIL, non entro in merito agli altri, sembra pensi solo ai propri interessi, ai propri iscritti e basta. Insomma: guarda il dito e non vede la luna composta da tutti quei giovani e meno giovani precari che avrebbe veramente bisogno di tutele e non di privilegi odiosi.
    Vedere difendere casi obbrobriosi solo perché “di principio” fa male alla società tutta che non impara. Cari amiche e amici, chi sbaglia, deve pagare. Senza diventare però dei novelli Robespierre di cui non abbiamo bisogno.

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