Il mio #scioperodelleprimarie

Non voterò alle primarie. Non solo: cercherò di convincervi a non votare, e a dichiarare pubblicamente questa decisione.

Comunque vadano queste primarie, infatti, il PD è spacciato. E’ destinato a scindersi, perché l’unica energia che anima il congresso è quella dello scontro tra correnti e della liquidazione della stagione renziana. Chiunque vinca, tra i modestissimi candidati alla segreteria, sarà l’ultimo segretario PD. Mezzo partito sarà in libera uscita il giorno dopo, e non interessa quale sia la metà. Dopo che la “classe dirigente” del PD ha fottuto tre ottimi segretari (Veltroni, Bersani, Renzi), già sappiamo quale fine farà il prossimo, infinitamente più debole dei suoi predecessori.

E invece occorre esattamente l’opposto: un PD disarmato, che ritrovi le ragioni del suo progetto originario e la missione della ricostruzione di un’alternativa riformista all’orribile mainstream populista odierno.

Il “nobile esercizio delle primarie” si risolverà questa volta in un’ignobile presa in giro degli iscritti e degli elettori. I dirigenti e capicorrente che troveremo sulle schede hanno fallito, come e più di Renzi. Non sono stati capaci di tenere insieme il partito, hanno esasperato le loro falangi, alimentato i dissidi, tradito l’unico imperativo, quello dell’unità. Hanno proiettato un film scandaloso, quello della polemica interna a scapito del bene comune per l’Italia. Hanno un solo modo per riscattarsi: sedersi al tavolo e accordarsi su un unico nome da proporre alla base, che abbia l’unico mandato di pacificare il PD e opporsi con una voce autorevole alla follia gialloverde. Sottoscrivendo l’impegno solenne a candidarlo come premier alle prossime elezioni politiche (che non tarderanno molto: Salvini ha già fiutato l’opportunità di correre senza avversari). Disarmo, moratoria, ricostruzione. Se non sono capaci di fare questo, ora, non sappiamo che farcene dell’ennesimo segretario da impallinare.

Ci sono pochissime speranze – ovviamente – che l’operazione di pacificazione riesca in extremis, ma anche una probabilità esigua ha valore infinitamente superiore allo zero politico che ci aspetta dopo le assurde primarie di marzo, che ci divideranno sul nulla.

Solo una gravissima minaccia potrebbe costringere la fantasmatica classe dirigente che si è divisa le spoglie del PD in questo anno a un sussulto di ragionevolezza: lo sciopero delle primarie. Se ai gazebo andasse pochissima gente – e non per pigrizia, ma per precisa e dichiarata scelta politica – si ritroverebbero in mano da subito una pistola scarica e dovrebbero giustificare all’opinione pubblica le incomprensibili ragioni di una divisione suicida perpetrata fino all’ultimo rantolo del partito.

E’ l’unica voce che abbiamo, noi semplici iscritti ed elettori, ed è una voce antica, che appartiene al nostro campo: lo sciopero. Ma dovrebbe essere uno sciopero rumoroso, clamoroso, plateale. Uno sciopero attivo, costruttivo, propositivo; una splendida occasione per ridare lustro a uno strumento di lotta sul quale troppa polvere si è depositata. E il messaggio deve essere inequivocabile: tirate fuori un nome unitario o vi distruggiamo il giocattolo prima che possiate aprire il pacco.

So che sarà difficilissimo convincervi, perché il riflesso condizionato del voto a tutti i costi e della sacralità dell’urna è insopprimibile a sinistra: ma se ci pensate bene non abbiamo in mano null’altro per combattere l’acerrimo, storico nemico del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra: i suoi dirigenti.

Niente di meglio della rete per discuterne, passarsi parola e magari alzare un bel casino.

Pensateci su.

Annunci

6 pensieri su “Il mio #scioperodelleprimarie

  1. Ti ho mandato anche un tw.
    Nemmeno a me entusiasma questo congresso e ho scritto ai candidati che chiunque sarà il nuovo segretario per me conta solo che non si avvicini alla srl5s.Lancia la campagna per mettere scheda bianca nelle votazioni tra iscritti.Tramite #facciamorete possiamo organizzarci nelle sezioni e ol casino glielo facciamo.
    Pensaci tu hai la forza di 15k follower
    Cordiali saluti
    @Antonioluigi1954

    Piace a 1 persona

  2. Dovrebbe essere possibile associare allo sciopero (su cui sono d’accordo) un messaggio da far pervenire alla Direzione del PD: “non ho votato alle primarie perché state offrendo uno spettacolo indecoroso e non vi meritate l’appellativo di ‘opposizione’ all’attuale Governo, riprendete il filo della costruzione di un progetto veramente alternativo a questo schifo che ci sommerge e allora forse tornerò a votare alle primarie…”
    Credo che se ricevessero molti messaggi di quersto tono, forse si renderebbero conto di quanto la gente che li ha sempre votati sia stanca dei loro meschini giochetti da asilo mariuccia…
    O forse no.
    E allora chiudiamo la luce e buonanotte.

    Mi piace

  3. Sono d’accordo. Proprio per i motivi da te espressi. L’ha detto anche Bellanova che io stimo moltissimo. In qualche modo l’ha fatto capire anche Renzi. Io pensavo di andare alle primarie di circolo e votare Giachetti, tanto per dare fastidio ai due gemelli uguali Zingaretti e Martina. E poi non votare (e non far votare ) alleprimarie aperte.j

    Mi piace

  4. Dovrebbe essere un bagno di umiltà, ma purtroppo l’acqua è fetida. Se non si riparte dal cosa, non si può decidere chi. O – almeno – io la vedo così, come te. E – tristemente – non abbiamo ancora assistito alla scissione di quest’atomo.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...