Voglio un’opposizione spericolata

Una cosa almeno dovremmo imparare dai grillini: il modo di fare opposizione.

Nella scorsa legislatura sono stati eccezionali in questo; hanno sollevato una contraerea spietata su ogni provvedimento, ogni atto, ogni gesto, ogni fiato, ogni risultato di Matteo Renzi. Avevano chiaro che lui era l’unico nemico, l’unica barriera che li separava dalla presa del potere. Lui andava isolato, puntato, mirato, fucilato, abbattuto. Lo hanno demolito in modo scientifico, con una micidiale strategia a base di fake news, impegno militante e indignazione a buon mercato.

Hanno costruito per questo unico fine una strategia di comunicazione efficacissima, studiata e implementata da professionisti della televisione e della rete. Hanno carpito la benevolenza di una classe giornalistica corruttibile e priva di autonomia di giudizio, riuscendo a condizionare l’opinione pubblica tramite media timorosi o sfacciatamente partigiani; hanno costruito una tribuna politica monocolore permanente, installando Marco Travaglio quale diabolico frontman e una pletora di rancorosi ex giornalisti in cerca di riscatto a far da coro.

Hanno infilato tutti i cunei possibili nelle crepe dello schieramento avversario, ben consapevoli che il centrosinistra diviso perde; erano quasi riusciti nell’impresa di attrarre il Partito Democratico nella trappola del “contratto di governo”, dove lo avrebbero definitivamente liquidato. Si sono ben guardati dal combattere il loro alleato naturale, Matteo Salvini.

Da parte loro hanno elaborato velocemente le sconfitte (le europee del 2014, molte amministrative, il disastro di Roma) senza scomporsi e senza rimettere in discussione il loro movimento a ogni passo falso. Sono stati compatti e non hanno ceduto alla polemica interna, avendo ben chiaro l’obiettivo finale, raggiunto in questi giorni.

Adesso voglio anch’io questa opposizione. Un’opposizione “responsabile” non ci serve, ce ne serve una cazzuta, spietata, feroce. Un’opposizione che miri alla vittoria, non all’analisi della sconfitta. Non me ne frega niente di leggere competenti critiche alle contraddizioni del contratto di governo, voglio sentire i tamburi di guerra, voglio ritornare in piazza, voglio che si denuncino frontalmente e senza incertezze i metodi e i valori fascisti di questa maggioranza.

Il Partito Democratico sappia che Salvini, Di Maio e Casaleggio non faranno prigionieri. Se si pensa di passare il prossimo anno in congresso permanente lasceremo loro campo libero. O il PD sarà capace di esprimere entro ottobre un segretario vero e una voce forte e unitaria o è meglio che ognuno vada per la sua strada e che organizzi l’opposizione in Parlamento e nel Paese nel modo che meglio ritiene.

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5 pensieri su “Voglio un’opposizione spericolata

  1. Condivido, ma non credo che accadrà; al PD attuale manca quella smania settaria, della bramosia di affermazione, di potere e di riscatto sociale (sebbene spesso anche inappropriato e/o fuori luogo) che animava e che anima ancora i pentamentecatti e che agevola i loro capi popolo nell’attivita di plagio e lavaggio del cervello

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